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Presentazione

Mamoiada, a 650 metri s.l.m., è situata a nord della catena montuosa del Gennargentu e confina con i territori di Fonni, Gavoi, Ollolai, Sarule, Orani, Nuoro e Orgosolo.

Dista da Nuoro circa 16 Km., ed è a essa collegata dalla strada a scorrimento veloce Nuoro-Lanusei-Arbatax, quasi a ricordare l'antica strada ''Karàlibus-Ulbiam'', passante per i paesi dell'interno.

Il suo territorio è ricco di sorgenti naturali, corsi d'acqua, terreni a pascolo, colture e soprattutto vigneti di ottima qualità.

Si ritiene che a Mamoiada lo stanziamento umano risalga ad epoche remotissime, visti i segni di antichissime civiltà presenti sul territorio. Numerosi sono i nuraghi e le ''Domus de Janas'', così come diversi sono i Menhir o ''Perdas Longas''. Nel 1997 è stato rinvenuto, in località ''Boeli'', alla periferia del centro abitato, un grande Menhir di granito detta ''Sa Perda Pintà'', la cui caratteristica è la presenza in esso di una serie di copelle e di incisioni concentriche che lo rendono unico in Sardegna.

Il patrimonio architettonico è ricco di Chiese fra le quali quella dei SS. Cosma e Damiano risalente al VII sec. d.C., sull'altipiano di Lidana, al cui interno si trovano 14 formelle in ceramica smaltata di origine spagnola, appartenenti alla seconda metà del '700. L'emblema di Mamoiada, almeno dal punto di vista architettonico, è però rappresentato dalla Chiesa di Nostra Signora di Loreto, di probabile origine medioevale.

Numerose sono le feste e sagre paesane. Tra queste la più importante è la festa di Sant'Antonio Abate (16-17 Gennaio), nata in tempi remoti come rito propiziatorio per la nuova annata agraria; oggi rappresenta anche la prima uscita dei Mamuthones, maschera apotropaica di propiziazione agraria, durante l'anno. Altra festa importante è il Carnevale mamoiadino, fra le più antiche manifestazioni folcloristiche popolari della Sardegna, durante il quale sfilano nuovamente i Mamuthone e gli Issohadores. ''Senza Mamuthones non c'è Carnevale'', affermano i mamoiadini. La fine del Carnevale è poi sancita dalla morte di ''Juvanne Martis Sero''. La festa dei Santi Cosma e Damiano, sull'altipiano di Lidana, rappresenta,poi, la fine dell'anno agrario.

Mamoiada produce una svariata gamma di dolci tipici fra i quali: Popassinu nigheddu, Popassinu biancu, Caschettas, Coccone hin mele, Hulurjones de mendula, Orulettas, Gattò, Amarettos, Pistoccos, Guelfos, Sevadas etc. Altri prodotti tipici locali sono: Pane 'e voledu, Pane 'e granza, Pane hin gherda, Hulurjones. Il cibo dipende dalla disponibilità stagionale dei prodotti locali, legati alla cultura e alla tradizione. Ottimi i vini. Il tutto in nome della genuinità e ospitalità.

L'abbigliamento tradizionale rispecchia la divisione in classi sociali della comunità locale, nobili o cavalieri, vassallos e remitanos, sopravvissute sino agli anni '50. Scomparsi dall'uso quotidiano, si conservano gelosamente nelle famiglie e vengono indossati nelle feste più importanti. Per meglio conservarli è stato aperto un museo che andrà ad affiancarsi a quello già esistente delle ''Maschere Mediterranee''. Questo, situato alla periferia sud-ovest del paese è stato aperto nel 2001 per valorizzare le testimonianze più significative del Carnevale della Barbagia, attraverso un confronto con le rappresentazioni e le forme dei carnevali tradizionali dei paesi del bacino del Mediterraneo.